
Nel 2009 Emma Dante mette in scena un nuovo spettacolo, dopo Cani di Bancata, opera sulla mafia e l’ingerenza di quest’ultima sulla Sicilia e sull’Italia.
Le Pulle, per tematiche e drammaturgia, può essere accostato a Mishelle di Sant’Oliva.
Pulla, in siciliano vuol dire Puttana, è un termine dispregiativo che, però, possiede una melodia fonetica che solo un dialetto meridionale poteva offrirgli. Questa messinscena, come la definisce Emma Dante è un’operetta amorale, nella quale la recitazione è intramezzata dal canto. Operetta, perchè gli attori della compagnia Sud costa Occidentale e la stessa regista, che qui è anche interprete, eseguono canzoni che fanno da cornice alle storie raccontate. L’amoralità sta invece negli argomenti esposti, vicende che il comune senso del pudore casserebbe.
Le pulle sono cinque: Rosy, Sara, Ata, Moira e Stellina, quattro travestiti e un transessuale. La Levatrice-Regina Mab, nome che ricorda shakespears, (la stessa Dante che in abito lungo coordina la scena, i gesti, le parole) affida le Pulle alle tre fate a lei sottoposte: la fata danzante, la fata cantante, la fata parlante. Continua a leggere »